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"LA MAGICA TRINCHESE!!"

                                         

Uocchie int'à ll'uocchie, pe n'attimo,cò sguardo v'aggia parlà,nzieme cu e spalle amma fatto mpazzì tutt'e popoli,carni int'è carni a tant'anne a difesa e nu nomme che fa e primmi figli dègigli, padroni indiscussi,leggenda vivente sei già..Onore a chi ha scritto la nostra storiaLa Trinchese, la sola memoria..Riconoscenza assoluta... Tutti in piedi,una standing ovation per la Trinchese!

 

La pubblicazione della “Grande Storia” dei Gigli di Nola è rivolta soprattutto agli appassionati della festa eterna e alle associazioni culturali vicine alla Paranza di via San Massimo, successivamente denominatasi La Trinchese, fondata nel 1975, da un gruppo di amici (figli maggiori del rione). Proprio da qui inizia, la storia:  

 

Don Giuvanne AVELLASaverio o’ Cumpare SPAMPANATONicola CUTOLO per gli amici Nicol ‘do scassSabatino PELUSO detto Sabatino ‘animalGennaro ESPOSITOSabatino PELUSO e ‘battaglioneGiovanni STORACEFelice BUSSONE e Nicola TRINCHESE capo paranza dei gigli nel 1975 a soli 29 anni. 

Nel settore tecnico operativo, ritenuto da sempre fiore all’occhiello della paranza, hanno collaborato e collaborano maestri d’arte di rilievo, fra questi: Pietro MAROTTA detto ‘mast a Pietro ‘o ciucciareAgostino PIERNO ‘mast Austin, i fratelliVincenzo e Domenico MONTANINO che per capacità, qualità, impegno tecnico e know-how, hanno raccolto unanimi consensi dagli addetti ai lavori, nel corso della loro prestigiosa carriera artigianale, Mario CALIENDO o ‘Quinniciare eMichele BUSSONE detto Michele e ‘bacchett.  

 

La trinchese è la più antica tra le moderne paranze che hanno come scopo sociale la “cultura dei gigli” intesa come formazione, proposta e contributo educativo alla valorizzazione dello spazio esistenziale rappresentato dal Folklore Nolano. 
L’aggiornamento e la pubblicazione del Vademecum per gli addetti ai lavori della paranza Trinchese coincide con un momento storico di grandi trasformazioni, che vedono l’associazionismo delle paranze e le sue iniziative promosse senza fini di lucro tra i protagonisti di questa nuova stagione culturale, morale e sociale 
Una nuova stagione che non ha ancora dato i suoi frutti, ma che comunque promette cambiamenti significativi che ci auguriamo vadano nella direzione degli interessi generali del paese e del benessere individuale di tutti i cittadini. 
La crisi del vecchio sistema ha favorito la riscoperta di tutti quei valori che furono alla base dei movimenti solidaristici degli anni scorsi, dai quali La paranza Trinchese trae le più significative motivazioni tanto da porsi oggi come una delle più qualificate esponenti di quegli ideali. 
Questa sua collocazione è confermata dalle sue origini, dalla sua fedeltà ai principi dell’associazionismo e della fede del santo Paolino, dal suo impegno nella diffusione di quella cultura e di quelle tradizioni popolari e civili che garantiscono la convivenza democratica e che si realizzano giorno dopo giorno nell’adempimento dei doveri nel rispetto dei diritti e delle libertà. 
La Trinchese è una paranza storica radicata nel costume per i valori che esprime e il consenso che raccoglie è quindi parte viva della società civile e risponde al diritto di tutti i collaboratori presenti liberamente, per raggiungere, con unità di intenti e di opere, importanti fini sociali, morali e culturali. 
La paranza come associazione rigorosamente democratica. Ha quindi raccolto intorno a sé un consenso schietto, convinto disinteressato. I principi ispiratori della Trinchese si rifanno al pensiero tecnico di Umberto Mele e Giuseppe Marotta detto Pepp o’ Ciucciare, dei quali è noto l’impegno nell’ambito della festa eterna del loro tempo anche sotto il profilo della partecipazione diretta ed entusiasta che ne rivela la vocazione educativa e la straordinaria intuizione storica circa il ruolo di queste strutture “popolari”. 
Su queste basi la paranza ha promosso la formazione di coscienze libere, lo sviluppo di una cultura aperta alla Grande Festa e la crescita di un volontarismo sociale svincolato dalla logica di appartenenza alle paranze che ne ha mortificato le potenzialità per tutta la durata delle feste. 
Il ruolo educativo della paranza Trinchese è quindi importante perché, sebbene il tradizionale tasso tecnico, tattico e culturale siano cresciuti in modo significativo, molto spesso vengono sprecati nella vana ricerca di valori illusori anche per l’incapacità a disegnare e gestire un progetto, uno stile Nolano coerente e costruttivo. 
La paranza Trinchese è quindi a pieno diritto, una delle componenti strutturali della società moderna che sviluppa spazi per la libera partecipazione dei cittadini alla formazione dell’opinione pubblica, della sensibilità morale e della cultura della convivenza civile, come associazionismo puro, senza fini di lucro, esaltata dall’esemplare tradizione millenaria Nolana, confermata dai massimi magisteri laici e religiosi, trova nella Trinchese la custode fedele del suo significato originario, sintesi di fede, morale, cultura, fratellanza, consapevolezza etica e solidarismo che formano l’identità nobile di un popolo ricco di valori “alti”. 

La paranza Trinchese si colloca infine al di là della logica del potere ”nella” politica: quella rigorosamente democratica, promuove le proprie iniziative e i propri servizi con criteri Nolani. Ciò significa impegno innovativo, apertura a settori diversi e complementari, nell’ambito della “cultura dei gigli” come prospettiva concreta per una migliore qualità della Festa Eterna Nolana. 

 

 

Il Capo Paranza (CP) 
 
E’ responsabile unico della paranza. 
Si avvale della collaborazione dei caporali cui verranno demandate responsabilità a seconda delle differenti fasi operative e logistiche a loro assegnate. 
Raccoglie ed elabora i dati delle osservazioni dei vari settori d’attività. 
Collabora con il CTP a redigere i Piani Strategici e le procedure operative per attività di 1° livello, ossia prestazioni ad alta criticità tecnica. 
Comunica con anticipo ai caporali l’esecuzioni di eventuali ‘Cacciate. 
Presenzia quotidianamente e costantemente tutta la fase costruttiva lignea del giglio per l’intero orario di lavoro. 
Vidima le fasi di competenza del capo paranza nei Piani Strategici relativi alle principali attività in corso d’opera. 
 

 

I Caporali (CC) 
 
Fanno capo esclusivamente al CP, ad essi spettano i controlli riguardanti tutte le fasi principali e il coordinamento materiale per le attività di gestione delle risorse umane durante l’esecuzione temporale della festa. 
Sorvegliano tutte le fasi esecutive e compilano le Schede di Prestazione. 
Presenziano quotidianamente e costantemente il luogo di lavoro, per l’intero orario. 
Compilano le parti di competenza dei caporali, relativi alle principali attività in corso. 

 

 
I Collatori (C) 
 
Presenziano instancabilmente, il percorso del giglio e fanno capo esclusivamente ai CC e al CP, sono indiscutibilmente il cuore della paranza e rappresentano l’unica vera risorsa, essi si suddividono principalmente in due classi, così definite:  Classe importante: appartengono a questa categoria gli elementi principali, ossia gli addetti alle varre e varretielli di cantone, ove è prevista oltre che una notevole prestanza fisica anche una significativa dote di esperienza consolidata nel settore di appartenenza e certificata da almeno cinque anni, a quest’ultimi infine viene assegnato il difficile compito di rappresentanza della paranza, sia da collatori che da tesimonial, quando opportunamente previsto e comunicatogli dal CTP. Classe critica: è rappresentata dal nucleo, gli “irriducibili”, ossia soggetti determinanti per la fondazione di una grande paranza, tutti coloro che con il loro duro, incessante e oscuro impegno costituiscono la cosiddetta marcia in più che poche Organizzazioni, si Pregiano di avere. A queste persone, spesso viene impropriamente accreditato un nomignolo, alquanto simpatico e scherzoso ma, alquanto significativo “Gli Invisibili”  è sopratutto e prima di tutto a loro che và il plauso maggiore e l’indiscussa riconoscenza di tutta l’organizzazione (CTP, CP, CC ed ente concedente — maestri di festa) per i prestigiosi risultati raggiunti, nel corso del trentennato della paranza che noi tutti abbiamo voluto che fosse.   
 
 

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